Gestire una divinità

I nostri avventurieri si sono ritrovati davanti ad un’enorme statua rappresentante una divinità, il cui culto è incentrato sull’anima e sull’energia che essa sprigiona. Sono arrivati mentre i cultisti cercano di evocare la divinità ed è uscito fuori che il rituale trasformerebbe la statua in un avatar della divinità. A parte le caratteristiche della statua (colossale, avanzata implacabile, possente e devastante per i colpi), e l’istinto di base di “eliminare i miscredenti”, vorrei inserire qualcosa di particolare. Come gestite le divinità in gioco? Cerco ispirazione.

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Hai pensato di non darle delle caratteristiche e dei punti ferita e di gestirla come un mostro senza punti ferita, come spiegato dal manuale?

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Sisì, non ha punteggi. Mi sono espresso male: per caratteristiche intendevo gli istinti, le etichette che applicherò. Terrò conto del materiale della statua per gli eventuali colpi fisici.

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Opinione personalissima, e ovviamente non conosco la tua campagna nè il tuo gruppo, ma trovo questo istinto molto… limitato :stuck_out_tongue:
Incontrare l’avatar di un dio dovrebbe essere qualcosa di epico e impossibile, perchè trasformarlo in un banale mostro errante?

Il mio consiglio è (tratto da Fantasy World) di delineare il dio dell’energia spirituale come una “semplice persona”.

Give to all named NPCs a straightforward, sensible self-interest. What they do in life is follow their parts around - their noses, their stomachs, their hearts, their clits & dicks, their guts, their ears, their inner child, their crazy hair, their visions, their flag. They do what they want to do, when they want to do it, and if something gets in their way they deal with that now .

Once you have simple people at hand, make sure that their uncomplicated self-interests involve the Protagonists individually , not as a group. Show different sides of their personalities to the different Protagonists in play.

Che parte del corpo useresti come centrale per questo NPC?
Immagini il corpo della statua?
O quel dio ha una sua propria forma ultraterrena riconducibile a un corpo umanoide?
E cosa simboleggia per te quella parte?
Ora… una persona così… che vuole in generale dalla vita? Che fà ogni giorno quando sta a casa sua tranquillo? E che si suppone faccia adesso che è stato trascinato nella stanza del rituale?
L’evocazione è stata gradita e pianificata? O l’hanno forzato in una cazzo di statua e vincolato all’obbedienza? Di che umore è adesso?

E a seguito di ciò… cosa può fare questo dio?
Dio delle anime… può forse conoscere con un solo sguardo l’anima (desideri, paure, segreti, emozioni, etc) di chiunque?
Anima ed energia… può succhiare/bruciare/modificare l’anima di chi incontra?
Il suo potere è limitato al qui e adesso, o ovunque nel piano reale?
E le anime dei morti, contano? Sono sotto il suo dominio? Che può fare con quelle?

Insomma il mio consiglio è: fatti un’idea di che tipo di “persona” è questo NPC. Il resto verrà da se al momento e in base a che fanno i PC :wink:

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Grazie per la risposta! È proprio questo il motivo per cui ho chiesto aiuto: cercavo ispirazione per qualcosa di più profondo. Mi hai dato delle belle domande su cui ragionare e da porre ai giocatori.

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Ciao,

mi è capitata la stessa cosa, più o meno, ma comunque i PG dovevano vedersela con una divinità. Non le ho dato statistiche . Le ho dato mosse riguardanti la sua area di influenza (ora non ricordo bene dovrei cercare gli appunti se li ho ancora) e deciso che potesse essere sconfitta solo utilizzando un particolare artefatto. E stop.

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Giocando è uscito fuori che non era una divinità definita (niente Zeus, odino o “personaggi” del genere), ma qualcosa di più primitivo che esiste solo perchè ci sono persone che credono in lei, come se fosse il concentrato della loro fede. Fede manipolata e condensata tramite la paura della morte, da un losco figuro che ha innescato un rituale per legare questa “forza emotiva” in una statua per darle corpo. Gli istinti che stanno guidando la divinità sono gli istinti del suo sacerdote (convertire le genti, distruggere i miscredenti) e quelli dei credenti (proteggerci dalla morte, sacrificare il prossimo per salvare se stessi). Ancora non abbiamo finito, ma il chierico ha avuto un’intuizione divina che lo ha portato a pensare che non basta distruggere la statua o “bombardarla” chiedendo favori agli dei (c’è anche un Prete nel party), ma serve allentare la fede e la paura che i credenti ripongono in lei.

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