Improvvisare realtà

Ciao a tutti, volevo chiedervi consigli sulla mossa che da GM mi spaventa di più: discernere realtà.
Sicuramente non posso rispondere “non c’è nulla, non è successo nulla e continuerà a non succedere nulla” ma faccio sempre fatica ad improvvisare delle risposte interessanti.

A volte chiedo cosa stanno cercando (in genere su “cosa c’è di utile o di valore”) e in base a quello decido se lo trovano o se trovano qualcosa di simile, ma ci sono altri trucchetti che potrei usare se la fiction non mi suggerisce nessuna risposta ovvia?

Poi sicuramente devo impedirgli di chiamare la mossa senza che il PG abbia fatto esplicitamente qualcosa, magari riesco a fargliela attivare più raramente :grin:

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Ciao, questa è una domanda molto comune, tanto che c’è un articolo proprio per risponderti. Purtroppo non c’è una versione italiana, fammi sapere se questo ti aiuta.

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@TakFog, per prima cosa, riesci a leggere l’articolo che ti ha linkato @ranocchio o l’inglese è un problema?


Secondariamente, io trovo che un ottimo modo di giocare queste situazioni come game master sia quello di “ragionare da giocatore”. Ossia, tutte le volte che tu, se stessi giocando un personaggio, vorresti attivare la mossa, chiedi al giocatore:

“Non è che, per caso, vorresti percepire la realtà?”

E, se ti risponde di sì:

“Bene, allora come lo fai?”

E così via.

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Forse avevo già letto quell’articolo ma l’avevo completamente rimosso quindi è come se fosse la prima volta, grazie :wink:
I consigli sono ottimi, ma adesso mi stavo chiedendo come rispondere al successo.

Da questo punto di vista è stato più utile l’articolo citato in fondo, In Defense of Discern Realities. Alla fine il consiglio più utile al mio problema (fargli fare una domanda qualunque ma rispondere a quella della lista che ci si avvicina di più) non è tanto lontano da quello che già faccio, però il resto dell’articolo aiuta a capire il perché la mossa è fatta in quel modo e come va sfruttata.
Interessante anche la nota sulle risposte banali (“Cosa è utile per me?” “La tua spada”) che comunque attivano il +1 (in questo caso su taglia e spacca)

Ragionare da giocatore, anzi fare il giocatore, è proprio quello che mi ha fatto rendere conto del fatto che i miei giocatori dicono “discerno realtà” senza un’azione esplicita in fiction.
Nella partita fatta con @adam c’era uno stregone con un’armatura magica potentissima. Volevo cercare un punto debole ma ero nascosto e distante e non avevo la più pallida idea di come fare senza avvicinarmi e beccarmi un fulmine in faccia, quindi ho ripiegato su declamare conoscenze (mossa che al mio tavolo non viene quasi mai usata).
Ovviamente poi ho fallito e adam ha avuto un’altra occasione di mostrarmi come una verità sgradita sia molto peggio della banale ignoranza :smile:

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Alora, io chiedo sempre:

“Bene, come lo fai? Se fossimo in un film, cosa vedremmo sullo schermo?”

Quando gioco un personaggio, invece, di solito mi limito a dire qualcosa del tipo:

“Lo scruto attentamente: i miei occhi si allargano mentre lo fisso”.

o altre cose simili. Non è necessario che sbrodoli, ma devi far vedere come discerni la realtà.

^ questo!

Quando ti viene posta una domanda a cui non trovi risposta, in realtà c’è sarà una da qualche parte: pensa a quale risposta effettivamente è più adatta a quella domanda. Insomma: quando chiedono qualcosa di utile o di valore, non devi per forza fornirgli l’arma segreta o il tallone d’achille del nemico. Gli dici onestamente qual è la cosa che, nonostante tutto, è più utile o di valore qui ed ora.

In altre parole, agguantare informazioni può aiutare, ma di certo non è detto che risolva la faccenda, anzi. “Cosa c’è di utile o di valore per me” potrebbe essere “beh, è la situazione più tragica in cui tu ti sia mai trovato, ma se le cose dovessero precipitare del tutto, almeno hai questa via di fuga”. Come sempre dipende dalla fiction.

Inoltre: quando a posteriori un giocatore fa una domanda e ti sei reso conto che l’innesco della mossa non è stato chiaro, dopo avergli detto la risposta, puoi tranquillamente chiedergli “come lo scopri?”

La mia mossa preferita™

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TakFog, premetto che non ho letto l’articolo che ti è stato proposto.
Ti dirò la mia scusandomi se dovessi ripetere cose già dette.

Se fai fatica, rispondi: non c’è nulla. Consiglio spassionato.
Aggiungendo forzatamente elementi “interessanti” rischi di compromettere la scorrevolezza del gioco.

Quel “non c’è nulla” ha il suo perché tattico: ti permette di pianificare andando per esclusione.
A volte mi è capitato di Discernere, non c’era nulla, e poi invece c’era qualcosa… perché il GM se l’era poi inventata sul momento.
A parte il contraddire la fiction, ne derivava la frustrazione di non poter pianificare lucidamente le proprie azioni. Che non è poco.

Io faccio prima: se non c’è nulla non faccio tirare la mossa ma dico esplicitamente che non trova nulla di interessante. Ovviamente questo non può capitare per ogni volta che il PG si guarda intorno, ma in certi casi funziona meglio di “inventarsi roba a caso” quando arriva un 6-

Ciao :slight_smile:

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Sembra che il problema non sia chiaro.
Il gioco obbliga il Master a “segnalare” il pericolo trappola.
Nell’esempio postato dall’utente sopra il ponte veniva, a seconda delle versioni di gioco concreto proposto, descritto e segnalato più o meno intensamente come un pericolo. Ed è corretto, nessuno contesta e ha mai contestato questo.

Il punto è che, dopo una descrizione nella conversazione di gioco di quel tipo, cosa vuoi mai che dica qualunque giocatore di qualunque personaggio.

Un Ladro cercherà trappole.
Di fatto tuttavia la trappola è già manifesta. Tiriamo solo per vedere come il personaggio la affronta.
Come se il master avesse già descritto un mostro presente. Se vuoi un mostro distratto o addormentato.

Ma anche un altro tipo di personaggio starà allerta e cercherà segni di un pericolo specifico, ovvero meccanismi, trabocchetti etc.

Cioè nella conversazione di gioco il giocatore, che so, del ranger dirà cose tipo "aspetta, il ponte non mi quaglia per niente, lancio sassi nel suo centro e sulle assi per capire se qualcosa cede, se il tonfo rivela qualche meccanismo o del vuoto o mi segnala qualcosa, faccio scorrere acqua per vedere se ci sono fessure sospette, tiro con forza le corde di fissaggio etc etc etc millemila cose.
E tirerermo Discernere o altro.
“Da cosa devi stare in guardia?” “dalla botola che si apre a metà del ponte, lì un sasso ha fatto un rumore sinistro”.

Cambia che il Ladro lo fa in fretta, immagino senza rumori e senza necessità di descrivere nulla di specifico.

A parte l’opinabilità della cosa (“controllare” non è così chiaro come verbo al riguardo), rimane il fatto che il ladro non può ancora fare domande per un qualche strano motivo. Se quello descritto fosse il suo vantaggio dovrebbe conoscere ora le risposte alle sue domande, invece deve attraversare l’area.

Cioè deve procedere sul ponte. Più o meno (anzi da certi punti di vista più) quello che ha dovuto fare il ranger dell’esempio sopra per fare le sue domande di Discernere.

Se la conversazione di gioco divenisse: "procedo sul ponte: “ci sono trappole?” in senso assolutamente generico e immediato, cioè con priorità delle domande rispetto alle conseguenze di un attraversamento effettivo allora sarebbe come se il ladro ottenesse le domande e le risposte prima di attraversare. Prima di qualunque altra parte di conversazione ed in particolare di qualunque altra cosa possa faree o dire il Master.
Le domande insomma interrompono l’innesco delle trappole.

Perché se invece di quella appena riportata la conversazione fosse: “procedo sul ponte…sto allerta e tiro le corde , osservo da vicino le pietre e le loro fessure…” o qualunque altra frase, ma senza ancora porre domande allora si pone il problema dell’innesco della trappola per l’attraversamento dell’area.

Insomma: “ok, procedo sul ponte, sto allerta per una botola in qualunque momento , pronto a saltare sui punti in corripondenza delle colonne del ponte che ho controllato solide (le ha controllate diciamo)”
“mentre procedi un dardo all’improvviso ti viene lanciato contro dalla prima colonna sulla sinsitra del ponte, è un marchingegno dei tempi antichi! Cosa fai?”
“Ci sono trappole?”

Se le domande interrompono le trappole o vengoni poste subito o il master bara se si comporta come nell’esempio sopra , allora non capisco perché la Mossa imponga di attraversare per spendere le Prese.

Immagino che in fiction questo consenta di avere il Ladro e il party comunque già sul luogo del pericolo.

Poi.
Una volta scovata la trappola sia il ladro sia il ranger tireranno ancora. Il Ladro per rimuovere trappole, il ranger per aggirarla in qualche modo.
Non vedo bonus rispetto al pericolo trappola del ladro nemmeno qui.
Entrambi potrebbero anche descrivere azioni che vengono dal master (pardon, dalla Fiction) ritenute o palesate sufficienti a sfuggire automaticamente al pericolo trappola.

Poi
Mi chiedo.
Più avanti nel ponte descritto ci sono altre 2 trappole, una botola e un altro dardo.
Finita la presa ottenuta o addirittura tutte le prese massime della Mossa…il Ladro è scoperto? Si ovvio.
Ritira la Mossa e prende altre prese? Ma come, allora
a che è servito vedere quanto successo ha avuto il primo tiro Esperto Trappole? Tanto può ritirare.
Il Ranger invece può sicuramente continuare a Discernere.

E se mentre attraversa il ponte il Ladro si mette anche a fare le azioni specifiche di controllo che ha descritto il ranger? Tiriamo anche Discernere?

Chiaro che se la conversazione concreta diventa esclusivamente e non può che esserequesta: “attravero, ci sono trappole?” allora vengono meno molti problemi (non tutti).

Ma onestamente oltre ad essere brutto appunto l’attraversamento necessario ha poco senso.

Poi.
Quel ponte in realtà diciamo che da preparazione non ha trappole.
Il Ladro però si insospettisce nonostante la descrizione del master sia stata piana e tranquilla.

Lo facciamo tirare lo stesso?
È stato detto di si.
È un tiro a vuoto c’è poco da fare.
A meno che non sia un fallimento.
È più che un tiro a vuoto. È pericoloso per il Ladro.
Può generare la trappola.

Vado al mare anche se continuerei

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