Legend of the Elements? (in due per giunta)

Ciao boys. LoE è il PbtA che più mi attira e che mai giocherò purtroppo. Insomma, lo show che adoro di più nel “sistema” che ho giocato di più… Pensavo di proporlo per giocarlo con l’unica altra fan dello show che conosco, ma:

  • qualcuno che ci ha già giocato sa dirmi se è effettivamente un bel gioco?
  • ed eventualmente, a giocarci in due ci muoriamo di noia?
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Ti amo.

Ci ho giocato quando ancora si chiamava “Avatar World” ed era in pre-alpha. Ho partecipato al kickstarter, e ho il libro in forma cartacea.

Ho trovato il sistema di tagging e l’economia del Chi estremamente piacevole da usare, ma è più “difficile” da usare di DW o AW per chi è nuovo ai giochi Propulsi dall’Apocalisse.

Le ragioni sono due:

  • Creare tag richiede un’iniziativa più alta da parte dei giocatori, che di solito in un PbtA sono fondamentalmente reattivi rispetto al GM. (uno dei motivi per cui di solito considero questi giochi ottimi per neofiti)
  • La sezione GM è assolutamente striminzita e il gioco richiede esperienza pregressa in Apocalypse World per giocarci.

Per questa ragione ho finito a non giocarci molto, perché di solito mi trovo a proporre giochi ai neofiti e non mi sento di farlo provare come primo PbtA.

Detto questo mi ci sono trovato molto bene, per il poco che ci abbia giocato, e a mio parere evoca le tematiche del materiale d’origine abbastanza bene.

Ti proporrei di giocarci (patto che non faccia il GM), l’unica è che saremmo obbligati al Discord, perché vivo in Germania.

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:heart_eyes:

:weary:

Ottimo, grazie della breve recensione. Ci penso su, se il gioco richiede che i giocatori siano particolarmente proattivi, giocarlo in due potrebbe risultare fatale.

Posso rubarti ulteriore tempo e chiederti cosa sono i tag di cui parli a livello meccanico?

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Le etichette (tag) posso descriverle come simili agli Aspetti del FATE. Sono un modo di formalizzare l’effetto che le mosse hanno sul racconto. Puramente a livello di meccaniche, non hanno effetto; hanno effetto soltanto sul racconto. L’unico vero effetto meccanico è che quando nel racconto ti avvantaggi di un’etichetta e ciò innesca una mossa, puoi spendere 1 Chi per upgradare il risultato del tuo tiro da un 6- a un 7-9, o da un 7-9 a un 10+.

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Odio molto questo aspetto del FATE nonostante in realtà mi piaccia giocarlo, però allora capisco cosa intendi e perché richiedano giocatori molto proattivi. Sto avendo per esempio, non dico problemi… Però ecco, nella campagna che ho al momento di city of mist, facciamo difficoltà a sfruttare al massimo gli attributi di forza della storia e dello scenario. Grazie ancora.

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Ho aperto adesso il libro e ci ho trovato la dedica di Max Hervieux. Lacrimuccia.

Io sconsiglierei di giocare in due a qualunque Propulso dall’Apocalisse (perdonami il neologismo, ma da quando ho scoperto che i francesi li chiamano così mi sono preso bene). Ci sono quasi sempre meccaniche interpersonali tra i protagonisti e ti perdi parte del gioco se non hai almeno 2 giocatori + GM. Ottimalmente, a mio parere, ne servono 3 + GM.

In questo, però, non è diverso dagli altri PbtA.

P.S. I francesi

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Noooooooooooooooooo… Propulso dall’Apocalisse non si può sentireeeee! :rofl:

Prepuzio dall’Apocalisse! :thinking:

Parpuzio dall’Apocalisse! :upside_down_face:

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Non farmi vietare termini :sweat_smile: :rofl:

:joy: :joy: :joy: Quando in un forum Parpuzio è più problematico di Prepuzio la cosa risulta preoccupante…

Perché, dire Prepuzio è mai stato problematico da qualche parte? :thinking:

Ciao
E’ gia stato detto abbastanza da @ranocchio ma se può interessarti ti lascio qui il primo AP della mia campagna di LotE :slight_smile:

E comunque in due no, non gira manco a manate, secondo me…

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Per la cronaca, useremo LotE come gioco transizionale questo periodo su discord col gruppo con cui giochiamo a City of Mist. Studiandomelo ho notato un paragrafo che mi ha interessato riportare qui visti gli altri topic al riguardo:

At the table, the MC is a manager and a mediator of the rules.
The MC is responsible for calling for Moves, for managing the “spotlight,” for presenting information about he game and what the situation is like in the story, and for knowing the rules of the game. They needn’t have the book memorized, but they should be generally familiar with it. This is the largest way in which being the Master of Ceremonies is a responsibility and not just a different role.

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Interessante. Sembra che Max Hervieux abbia un’opinione diversa dagli altri autori di PbtA.

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Anche in Alas for the Awful Sea c’è scritta una cosa simile, mi pare. Ovviamente, ha senso che loro, nei loro giochi, decidano di chiarire la cosa, in base a come giocano loro.

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The question inevitably arises: is the current action a Move, and if so, which one?
The answer to the first question is quite simple. Is there a risk of failure, and would interesting things happen on a failure? The cardinal rule of Moves in most of the other hacks of Apocalypse World is that when a Move’s trigger happens, you make the Move, period. On the rare occasion, it’s okay to just let someone slip by and just do their action, assuming success. Save this executive privilege and use it sparingly, but don’t feel like the rules should be engaged if they wouldn’t do anything but distract from the fiction.

Secondo me il tizio di LotE ha compreso molto bene alcuni dei retroscena dei PbtA, ma più leggo, più trovo cose che mi irritano.

edit: in pratica sì, come dice DDR, molti autori di PbtA li scrivono quasi “per sé stessi”, senza preoccuparsi troppo di sperticarsi a spiegare il gioco a chi magari viene da una cultura ludica estremamente diversa. Cosa che di per sé a me non disturba.

Solo che sto tizio mi dà l’impressione che, come lo gioca lui, al suo tavolo diventa: “queste sono le regole, ma tanto sono io l’autore del gioco, quindi famo che comunque decido io, per rendere la storia più fica

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Mi sa che sono in molti a ragionare così, e concordo con te. Anche perché poi si tradisce alla base la filosofia di questi giochi e ci si espone ad abusi di cui il mondo dei giochi di ruolo non ha ulteriori bisogni.

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