Scuola di game design?

E questo?
Sembra proprio un corso di game design tenuto da Ron Edwards…

Qualcuno ha qualche approfondimento o cose da dire in merito? Pensieri?

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Il Salotto di Giano lo conosco e sono abbastanza bravi. Fanno un sacco di laboratori e corsi tematici sui Giochi (non solo di Ruolo, ma io li ho conosciuti per quelli). Il corso di Game Design potrebbe essere interessante, peccato che vi sia Ron Edwards: non so se parla italiano e non mi piace il suo modo di approcciarsi alle questioni (ed alla gente). Nonostante abbia avuto il grande merito di creare il “game design” dei GdR, invece di “copiamo D&D e modifichiamo” che c’era prima.

Ciao :slight_smile:

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Partecipiamo insieme dai.

Anche tu vedrai la Luce Red…

Uhm … sono molto perplesso che Ron si sia associato a un’iniziativa del genere. Anche se sono sicuro che se l’ha fatto devono avergli dato certe assicurazioni, forse non si è reso conto che stanno marciando sul suo nome per darsi le arie.

Trovo l’idea stessa di un’“accademia di gioco di ruolo” abbastanza eliltista e antipatica.

D’altronde, magari userà questa occasione per correggere l’immagine distorta che si ha del suo pensiero in Italia.

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Anche a me suona così, ma d’altra parte un bel corso di game design, anche in Italia, ci starebbe un sacco bene (poi, nel mio mondo ideale, sarebbe una roba corposa al meno al livello di una triennale, ma mi hai già sentito elencare tutti gli elementi necessari a comporre un buon manuale e sai che per me la lista è al livello di un elenco telefonico).

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io però non ho sentito questo tuo elenco telefonico e sarei proprio curioso, ti va di scriverlo qui?

Allora, io ci metto dentro:

  • information design (che è un po’ il mio pallino)
  • selezione dell’artwork/graphic design (che per certi versi faccio rientrare nell’information design, come dicevo con @ranocchio in un altro gruppo, è un elemento fondamentale per far passare il mood che vuoi costruire)
  • un corso decente di scrittura (di nuovo, pensare regole fatte bene è importante, ma se non riesci a farle passare…)
  • organizzazione del playtesting e raccolta dati
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Io aspetto di vedere il programma… ed in che lingua viene fatto… e quanto costa… e… insomma aspetto, prima di dare qualsiasi altra opinione.

Ciao :slight_smile:
PS: non capisco perché sarebbe un gruppo elitario…

Questo secondo me non ha nulla a che fare con il mestiere del designer. Sono competenze molto diverse e pensare che debbano essere ricoperte dalla stessa persona mi pare una forzatura.
Certo, Harper si fa pure le illustrazioni. Ma mica tutti sono Harper :smiley:

Non sono del tutto d’accordo. Nel senso, sono d’accordo che un buon lavoro di graphic design richieda una persona davvero preparata, che magari fa quello per lavoro, tuttavia il graphic design passa tantissime cose del gioco (per dire il primo punto di questo thread gira tutto attorno alla difficoltà di sfogliare il manuale al volo) e un game designer dovrebbe essere almeno in grado di non saltare nel vuoto quando si affida a un altro.

Il punto è che in mezzo c’è una casa editrice che (si spera) ha le competenze delle quali parli.

Quando submitti a un editore un gioco, meno parte ‘artistica’ c’è e meglio per loro è. Vale per i boardgame e i giochi di carte; a maggior ragione per un gioco di ruolo.

Poi è chiaro che se hai anche quelle competenze ti è sicuramente utile. Ma il mestiere del GD è molto lontano da quei temi.

Segnalo (tangenzialmente) che Roberto Grassi mi ha chiesto di tenere un intervento sui giochi di ruolo ad autorità condivisa all’interno del suo corso di game design dedicato a Levity, ma non solo. Se è off-topic sposto il messaggio. :sweat_smile:

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Quando giocai levity per la prima volta, molti anni fa, mi aprì la testa. Per noi che venivamo da d&d3.x e warhammer fu come una boccata d’aria. Preparai una one-shot ispirata al Napoleone bonelliano, con prologo ed epilogo già definiti, in cui scoprire cosa ci avrebbe portati dal punto a al punto b. Un esperimento strano, però mi fece capire che si poteva giocare di ruolo anche in altri modi.

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Non sei l’unico che è arrivato ai giochi indie tramite Levity. Conosco almeno due cari amici con questa storia. Invece, io con Levity non ho mai avuto a che fare, ma Roberto è una persona che stimo e apprezzo.

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